a piedi nudi

   

 



Sentire



L'alveare

"L'alveare, in molte società e attraverso i secoli, ha rappresentato la famiglia ideale, il gruppo ideale, e anche una certa scala di valori spirituali. Molti dei miei testi parlano del desiderio di essere accettati, di appartenere, e nello stesso tempo esprimono questo senso di isolamento, di non essere capaci di appartenere. La società ideale può esistere solo basandosi su leggi universali. Sono una persona antisociale perché non riesco a farmi una ragione della società in cui vivo".

David Sylvian



Delle cose...

Dall'ingenuità possono nascere dei piccoli miracoli, o anche delle grandi stronzate.

De Andrè

***



guscio elettrico

C'è l'ho in mente guscio elettrico di lumaca, te lo immagini attaccato ad un pick up di una 6 corde da favola? Live umplugged, quando tutti vanno a cercarle, dopo la mareggiata, ognuno con la speranza che poi rilasci il suono più appropriato, con il timbro di risacca, per far aumentare la schiuma della scia.

Raymond



Il terzo - Il tatto

Ho sette cicatrici, le conto da una vita. Ho accolto odori, suoni, rumori, mani, baci, carezze, rabbie, invidie, falli dentro e fuori di me. Il mio cuore è ammaccato, pesto, nudo. Sono un libro ingiallito, stropicciato alle spalle. L'amore, di cui tutti scrivono malamente, ha fatto tremare la mia ragnatela. Avrei potuto essere qualsiasi cosa. Qualsiasi. Oggi vorrei contare i centimetri di pelle, i nervi e le cavità che nascondono il flusso pigro del sangue. Mi piacerebbe spargere essenza di carne sulla mia carne.

Any





"... Rubricherò le mie frasi. Sotto F si troverà: "Polvere di farfalle". Se nel mio romanzo descrivessi il sole sul davanzale, guarderei sotto F e troverei polvere di farfalle. Sarà utilissimo. L'albero "ombreggia polvere di farfalle"...."

Virginia Woolf

... lascia allora che io ti crei. (Tu hai fatto altrettanto con me). In questa bella, chiara, giornata d'ottobre che sta ormai finendo, sei disteso su questa sponda assolata e guardi le barche che scivolano tra i rami pettinati del salice. E vorresti essere un poeta e ti piacerebbe essere un amante..

Virginia Woolf




Gli altri

*** Acque stregate il libro
*** Daniele Luttazzi
*** Il mio negozio
*** La tela di niviane
***Acque stregate
+++ La (mia) profonda notte
AAAAA Aelfwine
Alex321
ANNABEL
ANYANKA
ANYANKA E DRUMINILTA
ANYANKA/JEAN headers
Dael
Dodicesima casa
Elbereth
Inverso diverso
Julysan... la donna romantica
La giostra di craxi
Malice... Lei!
Morfeo
Nerosolido
Nivy... Cuore di Ragno
Penna zerodue
Raymond - tutti... amano Raymond
Sciroppo d'acero
Sonic - Mia sorella
The Amazon
Scantinato
oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
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settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
Scatole cinesi
acque stregate il libro
artisticamente parlando
canzoni
censura
cestiniamo
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eheheheheh
foto
giocando
ingiro ingiro
intimisto
io
la mia profonda notte
libri
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ospiti
racconti e freaks
regole e altre cose
ritorni
shopping
streghe
stronzeggiando cultura
tiziano ferro
tradizioni
va
wicca e paganesimo
Segnali di fumo
*loading* souls





venerdì, 03 luglio 2009
 

PRO IPO e POI anche un PO' PRO

A volte, beh, a volte...

Basta poco, un bicchiere di zucchero, una manciata di perle, qualche parola. Sempre a caso.

... Diane Arbus con qualche nuova storia, ed un freakshow pronto per l'uso.

 

Basta facebook, twitter o myspace a rendere credibile qualche artista nottambulo, se poi è mediocre ancora meglio!

A volte, beh, a volte...

Basta quel pizzico di fortuna per allontanare i guai

C'è di vero che sono ipocondriaca. Sapete quelle cose? Sì quelle cose, che voi chiamate pillole per il malditesta, maldipancia, maldistomaco, maledovunqueeinognidove... beh, mi terrorizzano! Per non parlare dei medici, me ne sto tutto il tempo ad ammirare, osservare, scrutare, perlustrare la zona malata.

"Vai dal medico!"

"Bravo, e poi mi taglia il braccio! "

"Prendi la pillolapassatutto!"

"Sicuro, dopo lo dici tu alla mia ulcera!"

"Ma tu non hai l'ulcera!"

"Ah già!"

Perchè poi uno apre il giornale, a caso, e c'è sempre quello che è allergico a tutto. TUTTO!

"Vive in una bolla!"

"Bolla?"

"Sì, ma non di detersivo, perchè è allergico ai sequestranti, emulsionanti, azzuranti... in poche parole, è allergico a tutti i vocaboli che finiscono per anti!"

No no, non lo faccio apposta, è che poi mi fisso. Da bambina avevo paura del tetano, credo sia iniziato da lì.

"Ti sei graffiata con la ruggine? Disinfettati, che se no prendi il tetano!"

Alla fine pensavo che il tetano si prendesse col:

- respirare la carcassa dei topi morti;

- respirare i cassettoni dell'immondizia;

- additare il cielo.

Se vedevi un topo morto, c'era subito qualcuno che urlava: "Non toccarlo!" Vorrei sapere chi è quell'imbecille che lo fa?

Un'amica diceva sempre: "Quando butti l'immondizia, trattieni il respiro!" A forza di trattenere il respiro mi sono rinfanciullita.

Mio nonno soleva dire: "Non additare le stelle, che ti vengono i porri!"

Io, io credo che mi abbiano fatta diventare così.

mia nipote: "Zia, il salame fa venire i nei!"

"D'oh!"

Perchè poi uno apre il giornale, a caso, e c'è sempre quello che ha fatto un shock anafilattico.

"Shock che?"

"Anafilattico! Prurito al palato, alterazione della voce, fiato corto, tacchicardia, asma, diarrea, ipotensione, aritmia... quelle cose lì!"

"E di che ti preoccupi?"

"Se fossi allergica alla formica africana vattelapesca? Se scambiassi uno shock anafilattico  per un attacco di panico? Se scambiassi un attacco di panico per uno shock anafilattico? Se finissi al pronto soccorso per un semplice attacco di panico? Se al pronto soccorso incontrassi il medico tagliatore di braccia? Se prendessi, puta caso, una pillolaprendilachepotipassa e mi facesse un buco nello stomaco? Se uscendo di casa, per correre in ospedale, mi cadesse un vaso in testa, e magari era soltanto un attacco di panico? Se mi dovessi depilare? Mi toccherebbe correre in bagno, prendere la prima lametta, e magari, MAGARI, mi taglio... proprio lì, dove sono stata punta dalla formica africana vattelapesca! Poi, dovrei chiedere l'antitettanica, e il giorno dopo mi ritroverebbero con la bava alla bocca... Ecco, come la vedi?"

"Se ti facessi venire io uno shock anafilattico?"

Gli ipocondriaci temono le malattie, ed è ironico se ci pensate.

"Ipo cosa?"

"I P O C O N D R I A C A!"

"What?"

"E' un disturbo legato all'ansia, una malattia..."

"Oddio, è grave?"

No, che poi... se fossi famosa, sarei pure simpatica! E magari m'inventerei un book da quattro soldi su myspace o quel che è, parlerei della vita e delle sue virtù, ma che ci vogliamo fare? Preferisco essere un Ipo solitaria, in fondo ma proprio in fondo credo che myspace faccia venire il tetano.

*** 

Cambiamento di  video...

urlato da Anyanka | 23:35 | commenti (5)
va , io , cestiniamo




mercoledì, 01 luglio 2009
 

Moonwalker

C'è da dire una cosa sono figlia degli anni ottanta.

Quando giro il web, leggo spesso di ricordi puzzolenti (passatemi il termine) di nonni o parentele varie. La casa di mia nonna sapeva di naftalina, e, ancora, quella di mia zia aveva quel certo non so che, di caramelle avariate e cioccolatini stantii. No, nel web, i ricordi sono più belli, ma sono così zuccherosi da farmi venire il diabete. Insulina, please.

Mi ricordo le case dei miei nonni, pure quelle dei miei zii, tanti. Non discendo da famiglie troglodite, sia chiaro, ma che ci volete fare? Sono fatta così. Male, e me ne vanto pure!

Non m'interessa spiegarvi le mie giornate al mare. Mia nonna era solita preparare frittate o panini da consumare sotto ad un sole cocente. In fondo, a Ostia lo facevano tutti, probabilmente lo fanno tutt'ora. Qualche volta rimanevi "bloccato" nel catrame, e altre volte ti imbattevi in qualche medusa. "Facci la pipì sopra, che ti passa!" Ah, che ricordi! Cortisone per gli occhi, dovuta alla congiuntivite beccata lì, cortisone per la pelle. AAAAAmo il mare, soprattutto quello di Ostia! Si ironizza, per carità. Eravamo tutti paffuti. 

E poi, le favolose pinete, piene di robaccia vecchia...  mi dicono che oggi sia diventata un postaccio, probabilmente ai miei occhi lo è sempre stata. 

Ostia me la ricordo proprio così, nonostante questa foto sia ancora più vecchia (trovata nel web). L'ho vista, per l'ultima volta, nel 1994, l'anno dei mondiali.

I miei ricordi sono focalizzati in gran parte negli anni ottanta. Intanto, eravamo tutti ottimisti. Reagan e Thatcher ci stavano simpatici. Che folli!

1980/1987

Primo ricordo

Negli anni ottanta giravano delle strane bibite colorate, si trovavano in tabaccheria. Poco importava sapere gli ingredienti, probabilmente il composto era: acqua, zucchero e colorante.

Secondo ricordo

I genitori mandavano i figli a comprare le sigarette. Si fumava dovunque, perfino in alcuni cinema e ovviamente negli ospedali.

Terzo ricordo

Si succhiavano i glicini, e alcuni di noi, quelli più coraggiosi mangiavano i trifogli.

Quarto ricordo

Le domeniche le passevamo in campagna, all'epoca, a pochi passi da casa dei miei, bastava superare le sbarre del passaggio a livello ed eri in mezzo al verde.

Quinto ricordo

Si vedevano bambini e ragazzini passeggiare in centro senza genitori.

Sesto ricordo

Una leggenda metropolitana narrava che l'ingrediente segreto delle Big Bable fosse il topo. Noi facevamo la gara a fare il pallone più grande.

Settimo ricordo

Nel 1981 uscì Indiana Jones, lo vidi al cinema ben 14 volte. Nel 1985 si correva in "sala" per Ritorno al futuro, tutti volevamo avere una Delorean con quelle peculiarità.

Ottavo ricordo

Al cinema ci andavo di sabato, praticamente tutti i sabato. Era il tempo delle mele, ma prima ancora de "I vicini di casa" con Belushi, che capii dieci anni più tardi. Celentano faceva impazzire col suo innamorato, mentre continuavo a pensare ad Indiana e alle sue imprese, a Skywalker e alle sue battaglie. Guerre Stellari lo hanno proiettato al cinema per anni, dal 1979 all'82. Il ritorno dello Jedi lo vidi tre volte di seguito con mio fratello. Era il 1983.

Nono ricordo

Nel 1983 girava un film apocalittico "The day after". Credevamo che da qualche parte, in città, si nascondessero rifugi antiatomici, e che la nostra collina celasse qualche strano missile, leggenda mai smentita. Avevamo paura, ma nello stesso tempo ci si accontentava dell'ottimismo che impestava la nostra società, fatta di ragazze fast food e paninari.

Decimo ricordo

La musica entrò di prepotenza nella mia vita. C'era chi si domandava se Boy George fosse una donna, mentre qualcuna litigava per Simon Le Bon e Tony Adley. Gli Wham cantavano Club Tropicana, e in Italia i ragazzi saltellavano al ritmo di Vamos alla Playa. Impazzivo per Holly Johson dei F.G.T.H. e per David Bowie. Era il tempo dei video e delle loro storie. Se c'era del pessimismo, non lo vedevo.

Oggi di quei tempi è rimasto ben poco. Molti cantanti si sono "rovinati", trasfigurati, e ancora... alcuni attori sono morti o ammalati, come Micheal J Fox. Oggi non c'è più Freddy (Mercury), nemmeno quello di Nightmare. Non era tutto oro ciò che luccicava, eppure gli anni ottanta sono stati qualcosa di unico... per capirlo bisognerebbe vedere Stand By Me (1986), i figli degli anni sessanta saranno sempre figli degli anni sessanta, come quelli degli anni novanta, suppongo.

Con la morte di Michael Jackson  si chiude definitivamente quel periodo.  Pensavamo che fossero tutti felici, sebbene molti di noi si ricordino ancora di Alfredino e di quel maledetto pozzo, sebbene i cantanti cantassero per la fame del mondo. Quando vedevamo Jackson ballare, nel video di Landis, un po' volevamo essere come lui... incredibilmente "spaventosamente" BRAVI.

Addio Camminatore Lunare... addio! 





domenica, 28 giugno 2009
 

Apocalisse

Qualcuno mi ha pure detto: "Capitano sempre a te..."

Quasi quasi non ci credo, perchè dovrei crederci?

Le mie pupille, in questi giorni, sono perennemente dilatate. No, non mi drogo. Soffro di quella forma di disturbo chiamata ANSIA.

E sarebbe bello se soffrissi di Ansia di vivere. Non ho voglia di mangiare, di progettare, di farneticare.

Ogni volta che accade, perchè è già capitato, il tempo si ferma. Si dilata.

Ai più dico: "Guarda, non ho tempo, lavoro tanto!" In verità non è nemmeno così. Faccio quello che devo, con un capo, che mi sta alle spalle, come un avvoltoio pronto a ghermire la preda, o meglio, la carcassa.

Ed un po' mi viene da ridere, probabilmente sto antipatica ai "megaC". Più fai, e più le persone ti attaccano. Si preferisce la gatta morta, negligente, magari pure ignorante. E' sempre stato così, e sempre sarà.

Nella mia vita, dopo anni di duro lavoro, è capitato, sempre o quasi, di aver un capo che ti rinfacci qualcosa. Quel qualcosa può essere (in ordine di apparizione, dal 1992 al 2009): la busta paga (pigramente bassa), il caffè solubile, il premio di cinquantamilal ire (per un lavoro ben più oneroso e faticoso), il cellulare sul tavolo (anche se squilla raramente, se non MAI), i due minuti di ritardo (ora che ci penso, quelli ci sono sempre. Attenzione, se ritardate una volta sul lavoro, basta una sola volta, vi verrà rinfacciato in ogni discussione!), la pausa di cinque o dieci, e dico dieci, minuti.

LA LEGGE PREVEDE che:

 3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al viedoterminale.
7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro.

In merito ai famosi ritardi, la legge tollerebbe ben CINQUE minuti di ritardo, sebbene sul mio contratto non ci sia scritto, ma del resto il contratto è stato redatto anche da un mio ex datore di lavoro, e ho detto tutto!

Così capita, accade, e succede pure, che quando il capo, izzato da un socio (che tra parentesi, sebbene le parentesi le abbia pure aperte, non riesce ad organizzare e ad organizzarsi), si attacchi a minacce (urlare è MINACCIARE)  e rinfacciamenti che hanno poco a che vedere con le tue capacità professionali. Nonostante tu riesca a portare a termine qualsiasi lavoro e ad essere una persona ben più competente, e se vogliamo preparata, delle dipendenti che ti hanno preceduto, vieni attaccato per sciocchezze che non stanno nè in cielo nè in terra. Nonostante tu sia meglio, e lo sai, della GATTA MORTA che ti ha preceduto, perchè di GATTA MORTA si sta parlando, tu fai la fine del topo.

Ciò detto, accade, capita, e succede pure, che pur regalando, e sottolineo REGALANDO, mezz'ore a destra a manca, se non qualche volta ore, lavorando nei giorni festivi (il PRIMO di maggio ad esempio) e spostando gli straordinari, per non pesare sulla società, in giorni non festivi (SCEMA, COGLIONA, CRETINA, e chi ne ha più ne metta, io), dando la tua disponibilità anche quando non richiesta, e iniziando a lavorare alle 14.15 (dovrei iniziare alle 14.30) e uscendo dal posto di lavoro come minimo alle 18.45 (18.30 è l'orario di uscita), ti venga detto: "LEI FA IL CAZZO CHE VUOLE!", e sebbene "cazzo" sia un intercalare della sottoscritta, lungi da me utilizzare una parola del genere sul lavoro.  Questa volta "CAZZO" l'ha detto il mio titolare: "LEI FA IL CAZZO CHE VUOLE! E CONTINUA A PRENDERMI PER IL CULO!" BONJOUR FINESSE...

Così capita, accade e succede, che non si possa entrare alle nove del mattino e uscire all'una, perchè bisogna REGALARE ben venti minuti al giorno allo studio (cinque minuti prima, cinque minuti dopo, cinque minuti prima, cinque minuti dopo), quando la GATTA MORTA, a detta del socio di cui sopra, non regalava NULLA. MAI UNO STRAORDINARIO, MAI UN MINUTO IN PIU',  ma lei, cosa volete, era una GATTA MORTA, retribuita più della sottoscritta, come volevasi dimostrare. E sebbene questa cosa abbia il sapore di un dramma o di un film dell'orrore, ti si rinfacciano i due minuti di ritardo e le pause di lavoro (CICCA E CAFFE', oddio, che essere odioso che sono! PECCATRICE & FURBA! Sssse!), quando, a bene vedere, e da qui il mio ghigno stampato sul viso, che non sta per "presa per i fondelli" ma per "incredulità", hai regalato tempo e danaro, perchè dieci ore al mese sono un optional che dai senza pensarci (sempre COGLIONA rimango). Dieci ore = mezz'ora moltiplica per venti giorni. Cosa volete, un cliente ha avuto il coraggio di telefonare alle 13.03 minuti, peccato non sia orario d'ufficio, e peccato, ricordo, che lavori a gratis (ora non regalo più nulla) fino alle sette di sera (COGLIONA, ripeto, IO).

All'affermazione URLATA (due urlate di venti minuti in una settimana, per motivi stupidi, se non subdoli): "Abbiamo fatto tanto per lei. FA IL CAZZO CHE VUOLE E MI PRENDE PER IL CULO!",  vorrei tanto sapere CHE CAZZO E' STATO FATTO PER ME? Ho utilizzato i minuti CONCESSIMI PER LEGGE? E ancora ho osato in quasi tre anni fare un mese di ferie? E ben sei, forse otto, ore di permesso? Oddio, prendo la cenere e me la butto in testa. MEA CULPA, MIA GRANDISSIMA CULPA. Come oso lamentarmi? Con tutto quello che è stato fatto per me! Eppure, senza che mai mi fosse detto nulla, fino ad un mese fa, oggi mi si dice SBRAITANDO che non sono tanto brava con i clienti. Sì, si preferisce la GATTA MORTA, negligente, indisponibile. AMEN!

Il mio contratto prevede:

Il datore di lavoro, a sua volta, non potrà trattenere il proprio personale oltre l'orario normale, salvo nel caso di prestazioni di lavoro straordinario e/o supplementare.

Certo, leggo e so leggere pure bene!

E il primo che mi dice che sono LIVOROSA, lo mando a FANCULO senza nemmeno pensarci!

MOBBING:

un insieme di comportamenti violenti (URLARE ED OFFENDERE, ad esempio) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo (un mese, per il momento) e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso.

... rimproveri e richiami, espressi in privato ed in pubblico (dinanzi ad una signora, ad esempio, che ha detto una cosa non vera, probabilmente per un fraintendimento, come è capitato l'altro giorno) anche per banalità...

E che tu abbia testimoni, la ragione dalla tua parte ecc, non c'è legge che ti tuteli, non c'è legge che ti risarcisca per gli anni persi, per le amicizie e gli amori perduti e tutto quello che ne consegue. Anni di cause, magari, per avere cosa? Nulla... se non una pacca sulla spalla, qualche migliaio di Euro e una reputazione macchiata... un po' come quella che viene violentata e passa per PUTTANA.

Alle nuove generazioni dico sempre: "Non andate a lavorare dai professionisti (avvocati, architetti, commercialisti, notai...), sempre che non siate "lecchini" o gatte morte, perchè al terzo anno, dopo che avrete fatto il vostro lavoro, qualcuno si sveglierà e si divertirà a stuzzicarvi, soltanto per dimostrarvi che non valete nulla, attaccandosi ai due minuti, o a un raccoglitore non acquistato, o ad un giornale non buttato... (NON SCHERZO!)". Alle nuove generazioni dico: "Andate a lavorare all'estero, questo è un paese per VECCHI!".

Post scritto male e velocemente... ritornerò e vi saluterò tutti... oggi, scusate, non ho molta voglia.

In ricordo, va... di uno che non se la passava bene... 

urlato da Anyanka | 13:21 | commenti (11)
intimisto