Premessa
scrivo poco per problemi personali. Domani, finalmente, inizio a lavorare da un'altra parte. Un altro studio. Niente di nuovo, per carità, ma ancora una volta "si cambia aria".
Prologo
mi piace il kitsch, mi piacciono tutte quelle cose che danno sapore alla vita, però, per motivi legati questa volta al mio "fisico" (pelle delicata e ossatura) e ai miei fondi, spesso, se non sempre, devo rinunciarvi.
Secondo prologo
mi piace leggere, guardare programmi seri, semi seri e stupidi in TV e naturalmente penso che il cinema sia Arte. Sto attraversando una vera e propria crisi, e le mie passioni stanno scemando. Alcune persone penseranno che ne ho sempre una, del resto vorrei vedere voi con una simpatica, se non anomala, allergia da contatto sulle gambe e con i soliti problemi lavorativi che fareste. Molti parlano perchè hanno la lingua, e ho detto tutto.
Terzo prologo
eheheh
New Moon
Ora, essere cinefili è alquanto pericoloso.
I cinefili si dividono in tre gruppi:
pseudointellettuali (pseudo ci sta sempre bene), che discutono ancora sulla Nouvelle Vogue e su Pasolini, come se il cinema fosse soltanto questo;
coloro che guardano tanti film, senza cognizione di causa, e che magari fanno pure i critici cinematografici, tanto basta utilizzare parole come steadycam e dolly;
quelli, come me, che guardano tutto, ma proprio tutto, e sanno distinguere un bel film da un brutto film. Quelli, che ammirano la fotografia, la scenografia, la sceneggiatura e la regia... preoccupandosi meno della presenza degli attori, che se mal diretti, in fondo, non sono un granchè. Vabbeh.
New Moon è stato diretto da un regista, Chris Weitz, che non ha altra attitudine che quella di prendere una storia e rovinarla, così fece con About a Boy, stravolgendo il finale e con "La bussola d'Oro", annoiando lo spettatore, e mi autocensuro sugli altri capolavoroni. Al di là che, senza vantarmi, abbia le capacità di scindere una storia scritta da una pellicola, e che quindi riconosca i pregi di "About a Boy", soprattutto per Hugh Grant, che era e rimane perfetto per quella parte, ritengo, detta in parole povere, che New Moon sia una "cagata pazzesca". Mi stupisco, e anche no, del record d'incassi. Se fossi una pseudo vattelapesca potrei farvi un polpettone sulle pecore e affini, ma poichè, fortunatamente, non amo gli pseudo stronzi, mi astengo dai colpi bassi e da tutte quelle paranoie sul vero cinema. Bergman, che io adoro, è e rimane per pochi, ed è giusto così, diciamolo! Non è nemmeno un discorso, sto scrivendo male abbiate pazienza (ho milioni di concetti in testa), di cult, un cult è qualcosa che rimane sulla pelle, che si ripete nello spazio, e non annichilisce dietro a maestrie o a strizzatine d'occhio. "Ehi, tu porco levale le mani di dosso" è una frase che i nerd hanno ripetuto per anni scimmiottando "Ritorno al futuro", piccolo esempio di cult e di pellicola di successo. Pelle e tempo. Il cinema è definitivamente morto. Lo è quando al posto di spedire ed accettare "Nuovomondo" di Crialese agli oscar, pretendiamo che ci vada, e osanniamo, un film banale, perchè di banalità si sta parlando, come "Baaria" di Tornatore, che utilizza dolly a manetta, tanto per far vedere quanto è bbbbravo! Discutiamo per ore della grandezza di Sean Penn in Milk, senza pensare, che, in fondo, pellicole del genere sono all'ordine del giorno, e Hollywood ci sguazza (poi Sean rimane un grande, non c'è dubbio!). Paranoid Park, naturalmente, di Gus Van Sant non lo conosce nessuno. Continuiamo a farci del male. Distribuiamo le stupidaggini di Moccia, perchè in Italia sono sempre stati girati film di serie c, d, e, f...... z, e lo spettatore medio digerisce quello che il commercio propina. Un film, a detta dello spettatore medio, deve avere: un bell'attore (se è bravo non importa), una storia banale e una buona fotografia. Allora aveva visto giusto Ken Russel, quando introdusse ne "I diavoli", storia ambientata nel 1585, maschere antigas. Non è nemmeno una questione di passione, non vi piace il cinema? va bene, ma dinanzi a certe cavolate, non vi viene da dire "Che cazzo sto guardando?!". E non sto parlando di Russel, non vorrei essere fraintesa. Ho difeso "Twilight" per il fenomeno, l'ho visto da vicino, ho letto pure tre libri su quattro, l'ultimo continuo a rimandarlo, ma dinanzi al delirio, perchè di delirio si sta parlando, non ho molto da dire. Film improbabile, con attori adolescenziali. Se nel primo la Stewart aveva sempre la bocca aperta, qui strizza gli occhi (cambiatele le lenti!), le sue mossette mi irritano, e non fanno di lei l'attrice che si dipinge. Pattinson recita per cinque minuti, e sembra che lo abbiano impalato, no, non è colpa sua. Sheen, grandissimo attore gallese (Adoro gli attori britannici, per questo difendo Pattinson), fa il cattivo che recita il cattivo e Dakota Fanning è uno spreco. Dietro ad un grande attore si nasconde un grande regista, non è il caso di Weitz. New Moon, il libro, non è malvagio, c'è ancora una volta una grande storia d'amore, fatta di abbandoni, sacrifici e "corse", e se il problema di molte pellicole è il distacco dalla "letteratura", in questo caso è la trama che riduce il film ad un piccolo gioco schematico, privandolo di pathos. Gran parte del libro si occupa di Jacob, il licantropo (uno dei motivi per cui non ho ancora letto il quarto, perchè trovo idiota che Bella provi qualcosa per 'sto personaggio. Infatti ho odiato "Eclipse", figuriamoci il prossimo film), e la pellicola grosso modo segue questa strada, schiacciando il gran finale, con Edward, sotto il peso della noia.
Attenzione SPOILER
Bella, Edward sta morendo... andiamo a salvarlo! Sì, dai, corriamo. Prendiamo un aereo, rubiamo una macchina. Ecco Volterra (che è Montepulciano, ma tanto lo spettatore medio è ignorante). Bella, corri. Corro! Edward non ti ammazzare che sono arrivata. Non posso vivere senza di te. Volturi. Ti uccido. Non ucciderla. Dolore. Ti uccido. Non ucciderlo. Ci sposiamo?
Ora, se fossi una fan, da fanatic, di New Moon, magari potrebbe piacermi, ma, non capisco come si possa o non si riesca a separare un libro da un prodotto cinematografico. Jacob è un licantropo? Va bene, diamo un senso a tutto questo, non è un telefilm, non stiamo guardando Buffy (che tra parentesi è meglio). Edward sta morendo? Riduciamo la storia in cinque minuti, tanto al regista stanno simpatici i lupi. Riadattare un libro, in certi casi, non è possibile, perchè i fanatici di cui sopra, non riescono a comprendere un prodotto cinematografico, e si accontentano di una messa in scena fiacca, recitata male, e diretta peggio. Il cinema è morto, ribadisco il concetto. Mi esalto sempre meno, e parlo ancora de "Il Petroliere" di Anderson, che ormai risale a due anni fa. Prodotti interessanti come "Franklin" non vengono distribuiti, e nell'aria si respirano sempre le stesse cose, se non peggio. Poi, ci mancano soltanto i film distribuiti dalla Sacher, di Moretti, come "Stella" (2008) a darci la mazzata finale. Se non vieni da una famiglia scassata, non vivi in ambiente di merda, e non sei stato molestato, insomma non si può parlare di cinema. Riassumendo ci propinano film pseudo intellettuali o pseudo romantici/colossal, perchè lo spettatore medio o medio pseudo intellettuale non capisce un emerito cazzo di cinema! E se volessi vedere qualcosa di completamente diverso, dovrei noleggiare un Kubrick, o rimpiangere "Prima della pioggia" di Manchevschi, tanto criticato dai miei compagni di viaggio pseudo disturbati ed intellettuali, legati ancora a Pasolini e Truffaut, come se il cinema fosse soltanto questo. Come se la musica fosse soltanto Mozart. Come se la pittura fosse soltanto Raffaello. Come se la fotografia fosse soltanto Avedon.
Ho frequentato, fortunatamente o sfortunatamente, parecchia gente nella mia vita, ma non essendo "fanatic", non appartengo a nessun pseudo gruppo. Non giudico le orecchie a punta, le spade laser, o tutti i cosplay che ho incontrato, nè la passione che lega le persona alle persone. Non posso parlare ore della stessa cosa, perchè sicuramente finirei per scivolare in qualche altra parentesi. Perfino quando frequentavo i fan di David Sylvian, li abbandonavo a cianciare da qualche parte a Milano. Associale sono stata definita, e associale mi sono ritrovata in molte situazioni. I gruppi mi annoiano, sembrano tante peeeecore che all'unisono beeeelano. Mi piace condividere, comunicare, perfino discutere, ma se uscissi con i fan di Marco di Xfactor o di Jeff Buckley il suicidio sarebbe dietro l'angolo. Perfino quelli di Morgan rasenteranno la noia. Uscire con una decina di "fanatic" di Twilight e company mi ha rimandato a quelli di fumetti, star trek, star wars, il signore degli anelli, tarantino e bla bla bla... alla fine non fanno che recitare a memoria, o poco ci manca, l'intera saga. Pazzesco! E non è tanto il fatto di come uno utilizzi il proprio tempo, ma di come il pensiero individuale si pieghi dinanzi al gruppo. Perchè se io fossi una fan di un gruppo musicale, avrò diritto di dire la mia sul quel pezzo, su quel musicista o no? O devo assimilarmi al pensiero comune: "E' tutto molto bello!". Non concepisco la mediocrità umana, e non perchè giudichi un "travestimento", che è pure una cosa carina, in fondo i celtisti credono di essere figli di tale sacerdote o tale sacerdotessa, ma perchè leggere dovrebbe aprire la mente, non rinchiuderla. Sognare fa bene, anzi, migliora la vita, ma se sognare vuol dire rincoglionirsi, allora preferisco rimanere associale e ascoltarmi Marco nel mio pseudo silenzio. Preferisco rimanere animista e agnostica che fingere di essere una neo druida di una pseudo religione, che solo il vocabolo mi fa venire la pelle d'oca. E non m'importa che i cantanti di Morgan piacciano a me e ad altri, perchè essere coerenti non vuol dire essere populisti. E nella mia coerenza non ho mai amato le belle voci senza anima, e di belle voci senza anima in Italia ne girano parecchie, come girano parecchi cantanti senza testi.
Ben vengano le persone come me, che si guardano Xfactor e Impero ad esempio, perchè almeno posso parlare di quello che voglio quando voglio, gli altri, beh gli altri sono gli altri. Pseudo intellettuali, pseudo populisti, pseudo ignoranti. Nascondersi dietro ad un'etichetta non fa per me.
Preferisco impazzire che assimilarmi.
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Ancora lui... e che ci posso fare? Mi devo iscrivere ad un fan forum vattelapesca? ;)
tanto avete tutto il tempo per guardarli... tornerò dopo la mia crisi...
seguire i links, of course!
e ancora...








